Origine del pensiero

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L’Occidente cri­stiano, con il Vangelo di Giovanni, e l’Oriente, con i Veda, sembrano proporsi all’unisono, nel sostenere che “in principio era il Λογος”. Esso è, però, al principio, non è il principio.
Λογος è l’essere, nella corrispondenza parmenidea di ειναι e di νοειν, poiché “tutto è stato fatto per mezzo di lui”; è l’essere di ogni essente che fa sì che ogni cosa esista. L’origine del Λογος e della parola non risiede però nell’essere, come la sorgente di un fiume non può identificarsi nel fiume stesso.
La sorgente del pensiero risiede pertanto nel silenzio, dal quale sia la parola che l’essere individuano la propria scaturigine. Il silenzio è l’esperienza del niente, di quell’abisso del fondamento che precede ontologicamente il Λογος.
Da un’esperienza al tempo stesso mistica e metafisica nasce pertanto la domanda assillante, che s’impone come alternativa rispetto all’intera filosofia occidentale: “perché [indagare su] l’essere e non piuttosto [su] il niente?”, che potrebbe anche declinarsi diversamente: perché la parola, che insiste a voler dire l’essere, e non piuttosto il silenzio, che semplicemente lo intuisce e lo indica?

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 31 Maggio 2011 15:26 )